Benvenuti nel mio minimondo creativo...qui potrete vedere le foto di ciò che amo fare nel tempo libero, mi piace creare bijoux, ricamare, dipingere su ceramica/porcellana e altro..... qui troverete, come dico appunto nell'intestazione del mio blog, di tutto un ...po'

Poesia "La Pasqua dei tempi andati"

mercoledì 9 aprile 2014



(poesia in dialetto milanese/lombardo)


La Pasqua di temp pasà

Una fästa impurtanta incheau,
impurtantisima ier,
dü modi da vedè, cume l’è adäss
e cume l’era ai temp indrè.

Preparada in di minim particular,
in c’la setimana lì, sa sentiva al dulùr
d’la mort dal Signùr.
In gesa,
tutt l’era bardà da negar,
un sens da cumusion,
diventà püsè fòrt,
parchè l’era scür e gh’era sarà sù i port.

Dentar, in un altàr da fianc,
gh’era fai al scureau,
una serie da tend, vüna a drè l’altra,
finchè t’arivava due gh’era al crucefiss,
un’angoscia, un turment, candil pisà,
la lus tremanta la ta faseva vegnì al magon adoss,
ta sentiva al fräcc che ta trapasava i oss.

L’era tutt un parlà da pecà, cunfesion,
da pentiss per i cativ asion,
insuma gh’era un’atmusfera da funeral,
in pû sa dueva senti nò i campan,
l’ura, la dava la trichètraca*,
un strument che al ta faseva sgrignà i dent.

Peu arivava la Pasqua,
via tücc i bardament negar,
tutt diventava ciar e giuius,
i campan risunavan, tücc eran cuntent,
gh’è rivà al culur, gh’è risuscità al Signùr.

Quand al pret al diseva
che al Signùr l’era risuscità,
cume da tradision,
tücc i öcc sa dueva bagnà,
e alura lì
gh’era la cunfusion,
gh’era i esagerà
che g’aveva
drè, d’acqua, un butiglion.

Peu,  tücc a cà par mangià fertada
e ôv,
che in cal dì lì eran pûsè bon
cume dis la tradision.

*trichetraca - strumento rudimentale in legno e ferro che produceva un suono sgraziato, utilizzato per sostituire le campane durante i periodi (es: Settimana Santa) in cui esse dovevano tradizionalmente tacere.

Giancarlo Tarantola
La Pasqua dei tempi andati

Una festa importante oggi,
importantissima ieri,
due modi di vedere, com’è adesso
e com’era tempo addietro.

Preparata nei minimi particolari,
in quella settimana, si sentiva il dolore
della morte del Signore.
In chiesa, tutto era addobbato di nero,
un senso di commozione,
diventato più forte,
perché c’era buio e c’erano chiuse le porte

Dentro, in un altare di fianco,
c’era la camera ardente,
una serie di tende, una dietro l’altra,
fino ad arrivare dove c’era il crocifisso,
un’angoscia, un tormento, candele accese,
la luce tremante ti faceva venire da piangere,
sentivi il freddo
trapassarti le ossa.

Era tutto un parlare di peccati, confessioni,
di pentirsi per le cattive azioni,
insomma c’era un’atmosfera da funerale,
in più le campane erano mute,
il suono dell’ora era dato dalla trichetraca*,
uno strumento dal suono sgraziato.

Poi arrivava la Pasqua,
via tutti i paramenti funerei,
tutto diventava chiaro e gioioso,
le campane suonavano, tutti erano contenti,
finalmente era risuscitato il Signore.

Quando il prete declamava
che il Signore era risuscitato,
come tradizione, si dovevano bagnare gli occhi,
in quel momento c’era la confusione,
c’erano i soliti esagerati che si portavano dietro,
di acqua, un bottiglione.

Poi, tutti a casa a mangiare frittata e uova,
che in quel giorno erano più buone,
come diceva la tradizione.



39 commenti:

  1. Le poesie in dialetto di qualsiasi regione sono sempre belle,
    cara Laura.
    Ciao e buona serata con n abbraccio forte.
    Tomaso

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  2. Grazie Tomaso!
    Un abbraccio anche da me, buon serata.

    Laura

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  3. Che forti queste poesie in milanese, troppo belle! =)
    Ciao Laura!
    Daniela

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    1. Grazie Daniela, ormai son veramente tante le poesie che ha scritto mio marito, in dialetto milanese/lombardo.

      Un bacione, laura

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  4. Bellissima! Un bacio e buona serata..

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  5. Che bella l'atmosfera creata da questa preziosa poesia, vero patrimonio dei tempi andati.
    Ricordo la poesia in dialetto veneto che ci recitava la mia mamma di cui ti lascio una piccola traccia:" Xe Pasqua, xe Pasqua che caro che gò! Se magna a fugaza e anca el cocò!"
    Mi viene da ridere, ora ti traduco..."E' Pasqua, è Pasqua che piacere ho! Si mangiano la focaccia ed anche le uova!" (ect. ect.)
    Vedi che in dialetto è più bella?!
    Un abbraccio, dolce notte, Maura.

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    1. Maura lo capisco benissimo quel dialetto, i miei erano veneti e son molto affezionata a quel dialetto, così simpatico e pittoresco!

      Un bacione cara, laura

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  6. ciao
    poesia molto bella, complimenti a tuo marito.

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    1. Grazie Robby davvero!

      Una buona giornata, Laura

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  7. molto bella Laura.
    fai i complimentia tuo marito
    lu

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  8. Il vernacolo è sempre bello e ricco di emozioni!!
    Grazie Laura e un abbraccio!!

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    1. Grazie Maria, hai detto bene, è proprio sempre ricco d'emozioni!

      Buona giornata, Laura

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  9. che bella laura questa poesia...che mi ha fatto immaginare ciò che hai scritto!bellaaaa!!!!baci e buona giornata simona:)

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    1. Eh si Simona, ha raccontato bene mio marito.... in quella settimana era proprio così, persino le trasmissioni alla radio e alla televisione erano rigorosamente rispettose e mandavano in onda solo musica sinfonica o alla tv solo qualcosa legato alla vita di Gesù...tu sei giovane ma se lo chiedi a qualcuno di sessant'anni e qualcosina, te lo può confermare...

      Un bacione cara,
      Laura

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  10. E' bellissima e io me la sono letta nel dialetto.....
    Complimenti al tuo poeta e a te un bacione per una buona giornata

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    1. Eh si in dialetto ha un altro fascino.....grazie da parte del Gianca!

      Un bacione anche da me

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  11. Ho provato a leggerla in dialetto ma ahimè ho la cadenza toscana e non riesco proprio quindi ho letto la traduzione ed è bellissima, complimenti a tuo marito Laura, un abbraccio!

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    1. Eh immagino, sia stata dura Susi.....mi piaccion tanto i dialetti, tutti, per me fan parte dei vari orgogli di appartenenza dei vari luoghi anche se io quando vado da qualche parte mi sento subito toscana, veneta, piemontese, napoletana ecc....tanto da venirmi subito almeno un po' dell'accento e cadenza del posto in cui mi trovo ed è troppo bello...
      son contenta che almeno ti sia "garbata" anche in italiano.

      Un bacione e una buona serata,
      Laura

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  12. Con il dialetto ho difficoltà ... per la mia fortuna fai sempre la traduzione. :-)
    Quando passi da me ... io ho un premio per te. :-)
    Bye, bye Elli

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    1. Grazie Elli...e lo so un po' perde però anche in italiano non è male........poi ti raggiungo sul blog
      Buona serata, laura

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  13. Grazie per avere condiviso questa splendida poesia.
    Complimenti al poeta di famiglia!
    un abbraccio

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    1. Grazie a te dolce Sabrina!
      Un abbraccio anche da me

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  14. Meno male che c'è sempre la traduzione :)) Davvero bella
    Baci, Mary

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    1. E mi sembra doveroso, chiaramente un po' perde......

      Bacioni, Laura

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  15. Risposte
    1. Buon fine settimana anche a te Lu, un bacione,
      Laura

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  16. Che bella poesia!!!
    Buona giornata!

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    1. Grazie Betty!! un bacio grande e una buona giornata anche a te

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  17. Risposte
    1. Hello Hacer, a big hug from me too! Have a nice weekend.
      Laura

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  18. Che bella, Laura! Si sente il sapore dei vecchi tempi che non ci sono più ma che è bellissimo e importante ricordare. Un abbraccio. Sandra.

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  19. Grazie!!! ciao Sandra, che piacere sentirti....hai ragione, non ci son più ma è giusto ricordarle perché anche queste cose fan parte delle nostre radici.

    Un abbraccio, Laura,

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  20. Buona domenica anche a te cara Lu,
    Laura

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  21. ciao
    questo è tra i post migliori che ho letto la settimana scorsa.
    http://ordinata-mente.blogspot.it/2014/04/top-of-post-17-14-aprile-2014.html

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    1. Grazieeeee davvero Robby! fa veramente piacere, anche mio marito ringrazia e non vede l'ora di fartene leggere altre...

      Un bacione Laura

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  22. Eccomi qua a fare i complimenti a tuo marito. è stato bellissimo leggere in dialetto, mi ha ricordato il mio caro nonno milanese d' hoc.
    Bacioni
    Alessandra

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