Benvenuti nel mio minimondo creativo...qui potrete vedere le foto di ciò che amo fare nel tempo libero, mi piace creare bijoux, ricamare, dipingere su ceramica/porcellana e altro..... qui troverete, come dico appunto nell'intestazione del mio blog, di tutto un ...po'

Onde del mare e rosa in jeans - Borsina estiva e...

giovedì 22 giugno 2017


Ciao a tutti!

avevo un po'  di rafia in varie tinte ma in quantità non sufficienti per una borsa di un colore unico......ed è  stato poi così, che avvicinando, questi tre filati in rafia, ho pensato subito al mare........non manca nulla, l'azzurro/verde ed il blu delle onde, senza dimenticare la schiuma bianca che s'infrange sugli scogli. Son partita in quarta lavorando come mi veniva, momento dopo momento, improvvisando....mi piacciono molto questi colori! l'ho poi foderata all'interno ed ho aggiunto il mio solito portafoglio/portadocumenti  antiscippo in pelle e rafia...(i miei ritagli in pelle tornano sempre utili) poi però, pensavo mancasse ancora qualcosa...ho cucito questa rosa in jeans e l'ho aggiunta anch'essa e per la verità non mi dispiace! Voi direte che ci fa una rosa sulle onde del mare?...io vi dico che i fiori li metterei dappertutto, può andare? Si accettano consigli!





nel mio cestino pieno di coniglietti, sono arrivati anche orsetti e gattini..... i sonnellini di Emma mi 
consentono di sferruzzare parecchio
gli schemi li ho acquistati  da: littlecottonrabbits





e...per rimanere in tema con i miei coniglietti di lana,  vi mostro (vivo e vegeto) un simpatico abitante, del giardino del condominio di mia figlia....fa parte di un'allegra famigliola di coniglietti, è troppo tenero e così piccino....

Ora per rinfrescarci un po' ecco una poesia sul gelataio d'una volta...

questa poesia mi piace molto.....fa parte di una raccolta di poesie scritte da mio marito e riguardanti i tempi andati.......è in dialetto milanese/lombardo,  le A sono molto aperte     (tipiche del luogo dove abito) e spesso sostituiscono le .....questa è la solita premessa per aiutarvi nella comprensione, anche se ovviamente c'è sempre la solita traduzione in italiano.



I mestè che g'hen pü

“Al gelatè da strada”

Una vûss la basura,
la sa sentiva in luntanansa,
i fieu i’a faseva salta in pè:
“gelati ..gelati, gh’è chi al gelatè
cul triciclo pien da giass
tûtt disegnà e culurà,
al plam d’la saliva in buca,
al ta faseva arivà.

Sul da sûra dal caretin,
gh’eran tücc i parigin,
da diversi misur e da tanti spees, mi,
m’acuntentavi da quäla da des,
des franch sa capiss, quäl da carta,
tûtt strufignà e,
cun sacrifisi risparmià.

Al g’aveva anca
i biscott cun dentar al gelato,
ma par nüm, tropp car e prelibato.
Ciculatt, crema, vaniglia,
tücc güst da meraviglia,
al vendeva anca i ghiaccioli,
gh’eran russ, giald, verd
e qualche volta anca bianc,
par mi i püsè bon
cun al güst da limon.

Tücc inturna, i fiuletin
atacà al caretin,
e chi al g’aveva no al des gäj,
al ga diseva a quäl visin
cun vuss scunsulada:
“fam dà anca mì una lecada”

Oh! che bäj chi basur lì,
quand ta sentivat in luntanansa,
c’la vuss lì in risunansa,
ta smetevat da curas a drè:
“gh’è rivà al “gelatè”


Giancarlo Tarantola
                                             
          Un saluto caro,


                                                             
I mestieri che non ci sono più
“Il gelataio di strada”

Una voce il pomeriggio,
si sentiva in lontananza,
i ragazzini si alzavano di scatto:
“gelati...gelati, c’è qui il gelataio”.
con il triciclo pieno di ghiaccio
tutto disegnato e colorato,
l’acquolina in bocca
ti faceva venire.

Sopra il carrettino,
c’erano tutti i coni,
di diverse misure e di vari prezzi, io,
mi accontentavo di quello da 10,
il famoso 10 lire di carta,
tutto stropicciato e ,
con sacrifici risparmiato.

Aveva anche
i biscotti con dentro il gelato,
ma per noi, troppo caro e prelibato.
Cioccolato, crema, vaniglia,
tutti gusti da meraviglia,
vendeva anche i ghiaccioli,
eran rossi, gialli, verdi
e qualche volta anche bianchi,
per me i più buoni
con il gusto di limone.

Tutti intorno i bambini
attaccati al carrettino,
e chi non aveva le 10 lire,
diceva a quello vicino
con voce sconsolata:
“fammi dare una leccata”

Oh! che belli quei pomeriggi,
quando sentivi in lontananza,
quella voce in risonanza,
si smetteva di rincorrersi:
“è arrivato il gelataio”.




nonna Laura